venerdì 19 dicembre 2014
Parole e melodia
"Bentornati. Non so bene cosa ci facciate ancora qua, ma sono felice che siate passati di nuovo". Sto di nuovo parlando al nulla. Ho letto da qualche parte che il parlare da soli è uno dei primi indici di follia... Spero che sia l'ultima opzione, l'uscita di sicurezza, come disse un personaggio dei fumetti, e non una condanna.
"Che cosa volete ascoltare oggi, o miei spettatori? Del mio passato? Del mio futuro? Di chi io sia o vorrei essere?" mi accarezzo la barba, come ultimamente faccio spesso: "Onestamente non so cosa voi vogliate. Sono convinto che prima o poi qualcuno deciderà di commentare, di chiedere, di criticare, in modo da instaurare una comunicazione tra questo schermo e il vostro. Ma per ora farò una cosa che mi riesce molto difficile: essere egoista". Mi schiarisco la voce un paio di volte e riordino le idee prima di proseguire: "Voglio solo parlare di cose che mi piacciono, e non di ciò che piace a voi, almeno per il momento". Bella frase, ma come hai intenzione di continuare, ora? mi chiede una fastidiosissima vocina da dentro. Perchè, e lo hai detto tu stesso, tu conduci un'esistenza piuttosto noiosa. Hai intenzione di annoiare a morte i tuoi spettatori immaginari?
Grazie, coscienza. Proprio quello di cui avevo bisogno: un'iniezione di fiducia incondizionata.
Prego.
Mentre sbuffo l'occhio mi cade di nuovo sullo schermo. Decisamente impossibile che ciò non accada, dato che è l'unica cosa che posso guardare quando mi metto a disquisire con un interlocutore immaginario, ma questa volta vedo con occhi diversi la sequenza di onde che si genera dal programma di registrazione. Una bellissima onda, complessa, che si forma e si modula ad ogni mio rumore. E gli ingranaggi piuttosto arrugginiti all'interno del mio cervello si mettono improvvisamente in moto: "Oggi vorrei parlarvi della musica. Sì, lo so che facce state facendo, ma non ho intenzione di ammorbarvi con spiegazioni strane sulle musiche di Wagner o di criticare il panorama commerciale contemporaneo. Non è di mia competenza, dato che a malapena so leggere uno spartito. Sapete, essere un batterista non comporta il saper riconoscere immediatamente le note sul pentagramma" sorrido appena al pensiero di tutti gli esercizi che il mio maestro mi passa, tutti rigorosamente scritti sul pentagramma. Note usate per scriverli: una. Abilità, coordinazione ed indipendenza degli arti richieste per eseguirli correttamente: a volte troppo elevate.
"Comunque, dicevo della musica. Vorrei stare qui a dirvi per filo e per segno quale artista o canzone mi ha colpito nel corso della mia esistenza, ma non credo vi possa interessare più di tanto. Per questo ho intenzione di soffermarmi sull'ultimo periodo, in particolare da, circa, tre mesi fa ad ora. È un periodo breve, quindi resistete". Prendo la mia fidata tazza, quella con un riferimento ad un canale di un videogiocatore canadese sconosciuto ai più, e mi rifocillo con un po' di liquido caldo. Ormai è quasi un'abitudine: cuffie, microfono, computer e the. Beh, sempre meglio questo che... che...
Uhm. Le analogie oggi non entrano.
"Nello specifico volevo parlarvi delle canzoni associate ad altre opere, quali videogiochi o serie animate. In particolare una serie creata sul web, dal nome molto... colorato. Una sua canzone è, credo, quella che mi ha fatto più commuovere fino ad ora". Seeeee, come no. Ora vuoi puntare sul sentimentale? ma per favore...
Sempre presente, specialmente se non richiesta.
"Riguarda una ragazza, o meglio, una bambina, che scopre della morte prematura di sua madre. Il testo è incredibilmente commovente in quanto è un dialogo tra le due. La prima strofa parla la ragazza, che è sconvolta dalla notizia. La seconda è incentrata sulla madre, che cerca di dare una spiegazione a quello che è successo, con un tono struggente in quanto si rende conto di aver aver condannato sua figlia ad una vita molto, molto triste". Lacrime, nodo allo stomaco, parole che non mi escono dalla bocca... Sì, direi che anche solo il ricordarmi la canzone mi provoca lo stesso effetto. Chiedo aiuto al Principe del Galles, che per fortuna mi rinfranca quel tanto che basta per continuare.
Le parole che stai cercando sono 'Maledetta carne'...
"...inutile dire che è una canzone a cui possono far riferimento tutti quelli che hanno subito un lutto particolarmente sentito. Beh, volevo solo mettervi a conoscenza di questa canzone. Al momento preferisco addirittura non sentirla: credo che il buon Skinner parlerebbe di condizionamento operante". Ma anche se non la sto sentendo, avverto che il suo effetto mi sta colpendo come una mazza. Meglio finirla qui.
"Credo che... che sia meglio concludere qui oggi. Chiedo scusa se questo mio blaterare ha avuto ancora meno senso dell'ultima volta. Miei venticinque spettatori, vi saluto."
Chiudo qui la registrazione e mi tolgo le cuffie. Appena in tempo. Perchè un piccolo singhiozzo mi sfugge mentre ripeto nella mia mente, e, credo, anche sottovoce, quei due versi che ormai mi porto dietro come un mantra.
"Every nightmare just discloses, it's your blood that's red like roses..."
...forse è meglio che io stia zitta, almeno per un paio di minuti.
"...and no matter what I do..."
Maledetta carne.
"...nothing ever takes the place of you."
Credo che la registrazione possa aspettare un po', prima di andare online.
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